LA FEMMINILITÁ – OLIVIER MANITARA
La femminilità è più grande del corpo, è un essere a se stante, un essere molto più grande di una donna. E ogni donna rappresenta tutte le donne, tutta la femminilità del mondo. Se si osserva la femminilità in una donna, cioè il lato di Dio Madre, si può vedere qualcosa che ci conduce verso la saggezza, verso mondi superiori. Se si osserva un albero, una pietra, un animale, una montagna, un fiume, qualcosa che ci parla, che è l’alfabeto di Dio, la parola di Dio, ci si avvicina alla donna e si avranno le risposte a tutte le domande esistenziali. Queste risposte sono nascoste all’interno di Iside, la donna che siede sul suolo e che porta sul capo il trono del cielo, ovvero i bambini da mettere al mondo, non nel piano fisico ma nei mondi sottili. Un bambino è un mistero, il mistero di un essere che porta in sé un altro essere, proprio come la terra ci porta nel suo grembo. Siamo immersi nel liquido amniotico, circondati dalle forze della terra che ci nutrono, proprio come le forze della madre nutrono il bambino. Nel corpo della madre che porta un bambino avviene una magia. Il suo corpo nutre un altro corpo. E quando quel corpo esce da lei, si risveglia nel mondo portando in sé pensieri, sentimenti, un destino… Lo stesso vale per noi: portiamo in noi pensieri, sentimenti, una volontà che mettiamo al mondo. Questa visione della donna che cerca di mettere al mondo dei figli è la visione dell’amore che si dona. Ma per dare, bisogna prima ricevere, e la donna è grande proprio perché è capace di ricevere l’amore. Ricevere l’amore è la cosa più difficile al mondo. Nell’amore, è più facile dare che ricevere, perché questo richiede di essere vuoti, cioè di accettare di essere deboli, di avere meno forza. La donna cerca di custodire l’amore, la dolcezza, di difendere queste forze, e quando suo figlio va nel mondo, vuole dargli tutto il suo amore ma non sa come fare. Oggi non sappiamo come proteggere la terra, nostra Madre. Eppure, dal modo in cui consideriamo la terra, consideriamo le donne. Avviciniamoci alla terra in un modo completamente diverso e la terra ci amerà e si prenderà cura di noi. Ecco cosa ci dice Iside. Le donne devono risvegliarsi a questa consapevolezza e ritrovare questa saggezza che hanno nel proprio corpo, quella capacità di formare una coppa, di essere vuote, di volgere lo sguardo verso l’alto per ricevere un seme. Senza sosta, sei attraversata da questi semi, sei fecondata e vivi secondo il seme che è in te. Quando guardi un cartellone pubblicitario, quando ascolti musica, quando parli con un’altra persona, un seme entra in te. Il tuo pensiero è il seme di un essere che vive dentro di te e che ti parla attraverso quel pensiero, e allora metti al mondo un bambino. Bisogna cercare il seme dei semi, il seme divino, per mettere al mondo i figli della Luce. Per ritrovare questa conoscenza, dobbiamo imparare a sederci per terra e, come Iside, a portare qualcosa sulla nostra testa, cioè ad essere responsabili di noi stessi. Dobbiamo prendere in mano la nostra vita ed entrare nella realtà. Non bisogna perdere tempo in cose che non hanno alcun interesse e che non funzionano, perché allora come conoscere la verità? La verità è ciò che funziona, perché è la vita. La vita è ciò che è reale. I tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, la tua volontà sono reali e costituiscono il tuo valore, la tua dignità. La tua dignità sta nei tuoi pensieri, nei tuoi sentimenti, nella tua coscienza risvegliata; sta in quel trono di sapere che porti sulla testa. Sta nella saggezza e nelle forze che puoi irradiare con semplicità, nell’armonia e nella pace della tua casa. È uno stato naturale che ci permette di lavorare veramente nella Luce. Questi misteri riguardanti il sedersi per terra e il portare un trono venivano insegnati nelle Scuole dei Misteri di Iside. Iside era maga e madre. Conosceva i segreti più profondi della maternità e così divenne Madre di tutti gli esseri, Madre di tutti gli iniziati, la grande Madre Iside, colei che può guidare l’uomo verso il Padre attraverso i sette gradini dell’Iniziazione. Quando Iside diede alla luce Horus, che era un Figlio di Dio, sette donne erano lì ad accogliere il neonato. Ciascuna di queste levatrici costituiva uno dei sette veli che coprivano la nudità di Iside. Questi veli erano Scuole, ecclesie1 . La saggezza egizia le chiamava «le nutrici». Così, Horus ricevette tutto il sapere sacro della femminilità, tutta la conoscenza della Madre passò nel suo corpo. È così che il suo corpo fu portato e plasmato. Più tardi, anche Mosè sarà salvato dalle acque da una figlia di Iside, iniziata ai Misteri della Madre. Lo stesso Gesù nascerà da una «vergine», cioè da una pura, una sacerdotessa, un’iniziata ai Misteri. Come migliaia di anni fa, l’allievo che cerca di risvegliare la propria coscienza deve concentrarsi su di sé. Le donne conoscono intrinsecamente questi segreti e devono ritrovarli. Olivier Manitara, Maestro autentico esseno
LA FEMMINILITÁ – OLIVIER MANITARA Leggi tutto »


